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Thursday, March 29, 2007

Il cuore dell'Europa batte a Londra

Splendido, davvero splendido articolo di Ian Buruma sui 50 anni dell'Europa. Sgonfia la retorica, irride il complesso di superiorità, quel certo intellettualismo, il velleitarismo di chi per il futuro dell'Europa si perde alla ricerca di «radici», di «un'anima», chi addirittura di uno «Spirito», ricerche il cui punto di caduta - chissà perché - finisce sempre nella contrapposizione con il presunto materialismo americano e nell'implicita negazione dell'universalità dei principi dell'Illuminismo.

«Una delle grandi ironie degli ultimi decenni è vedere come Londra, la capitale della nazione che aveva respinto tanti sogni europei, si è trasformata nella più grande metropoli europea. La gente vi affluisce da tutta Europa proprio perché Londra offre la libertà di inseguire i propri sogni. Questi sogni sono spesso di natura materialistica, e talvolta forse sordida, ma tutti insieme formano qualcosa che, in mancanza di un termine migliore, potrebbe essere definita l'anima europea».

Libertà è «libertà di inseguire i propri sogni». Il problema dell'Europa continentale è che continua a cucinare "sogni" precotti da elargire paternalisticamente ai suoi figli, spacciandoli come conquiste di libertà e progresso di un modello sociale ed economico che invece produce declino ed esclusione.

5 comments:

Anonymous said...

...londra chiama le città lontane...



London calling to the faraway towns
Now that war is declared-and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard, all you boys and girls
London calling, now don't look at us
All that phoney Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain't got no swing
'Cept for the ring of that truncheon thing

CHORUS
The ice age is coming, the sun is zooming in
Engines stop running and the wheat is growing thin
A nuclear error, but I have no fear
London is drowning-and I live by the river

London calling to the imitation zone
Forget it, brother, an' go it alone
London calling upon the zombies of death
Quit holding out-and draw another breath
London calling-and I don't wanna shout
But when we were talking-I saw you nodding out
London calling, see we ain't got no highs
Except for that one with the yellowy eyes

CHORUS
Now get this
London calling, yeah, I was there, too
An' you know what they said? Well, some of it was true!
London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?

I never felt so much a' like...



parola di joe strummer e mick jones.


ciao.

io ero tzunami...

adriano said...

Bye Bye Bush
Bye Bye Bush
Il Senato ha votato contro il killer George. Questo blog non ne parlerà ma i soldati americani se ne andranno dall'Iraq, sconfitti, è bene sottolinearlo, entro il 2008...

Bye Bye Bush!
Bye Bye Bush!!!

peppo said...

x adriano: sei un pochetto ingenuo, amico mio, ad aspettarti commenti sullo sputo in un occhio ricevuto da Bush.

Qui invece si sprecano quintali di inchiostro per uno "scappellotto" e si chiede agli italiani di sostenere gli amerikani in una guerra che gli americani stessi non vogliono più perchè si sono resi conto che è stato un errore.

Non si è mai visto vincere un esercito che lotta per non perdere.

Andrea said...

ammetto... living in london is great...

andrea gilli

Anonymous said...

ammetto... londra è una città fantastica... ciò che offre questa città non è paragonabile, come servizi, come attrazioni, come movimento, come divertimento, come lavoro, come cultura.

saluti, andrea gilli
a.gilli@lse.ac.uk