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Sunday, March 25, 2007

Contro le ingerenze: sincacali e vaticane

Annotatevi queste parole: «In un sistema contributivo la via maestra per assicurare l'adeguatezza dei trattamenti di pensione è costituita dall'innalzamento dell'età di pensionamento... In Europa si assiste alla tendenza a rivedere l'età di pensionamento e non è pensabile che il nostro Paese si sottragga a questa necessità, sia pure in una cornice di gradualità». E' inoltre è necessaria una «periodica revisione dei coefficienti».

Parole di Romano Prodi, del 23 marzo, nel giorno in cui si apre, con l'annuncio di uno sciopero generale degli impiegati pubblici, la trattativa con i Sindacati (non si può certo dire che questo non sia un governo che negozia) o, meglio, la concertazione. Noi le annotiamo oggi. Vediamo cosa rimarrà dei propositi del premier a conclusione (se mai ci sarà) di questo processo. Noi attendiamo, pronti a riconoscere eventuali meriti.

Ciò che invece diciamo subito è che neanche la destra ormai denuncia la concertazione come sistema che espropria, o almeno deresponsabilizza, il governo scelto da tutti i cittadini, cosicché gli iscritti a un'associazione di categoria hanno una doppia rappresentanza: in Parlamento, al Governo, e appunto ai tavoli di concertazione, storicamente il binario morto di ogni tentativo di riforma economica e sociale che ancora oggi condanna all'immobilismo e al declino il nostro paese.

Sarà per questo che a destra proprio non capiscono che essere contro l'ingerenza dei Sindacati, che ha provocato e continua a provocare enormi danni all'economia del paese, a milioni di lavoratori e ceti produttivi, non significa volerli abolire o metterne in dicussione la libertà d'espressione, esattamente come contestare l'ingerenza della Chiesa cattolica non significa voler impedire al Papa e ai vescovi di esprimersi se e quando lo ritengano opportuno?

Nell'uno e nell'altro caso oltre al merito dell'ingerenza, che fa parte della dialettica politica, esiste la questione delle immense somme di denaro e dei ragguardevoli privilegi che lo Stato elargisce sia ai Sindacati (dalla quota d'iscrizione trattenuta in busta paga a vari servizi di "supplenza" usati come forme di auto-finanziamento) sia alla Chiesa cattolica (con l'8 per mille, le esenzioni dall'Ici, gli insegnanti di religione scelti dalla Curia ma a carico del contribuente, eccetera...).

Nei paesi anglosassoni, al cui esempio spesso si ricorre per difendere il potere di influenza della Chiesa come lobby, le lobby esistono, sono istituzionalizzate, agiscono allo scoperto, ma non perché non si possano criticare le loro ingerenze, bensì proprio perché si possa farlo con maggiore attenzione, essendo esse chiamate a operare alla luce del sole. L'idea base è che il cittadino dev'essere in grado di capire questo o quel politico, questo o quel governante, da quale lobby è appoggiato, così da verificare se il suo operato è accettabile.

Dunque, non è che "lobby" sia la parolina magica che mette associazioni di categoria o gruppi religiosi al riparo da qualsiasi critica. E, soprattutto, Sindacati e Chiesa facciano lobby con le risorse dei propri associati e in modo trasparente. Spetta poi ai governi affrancarsi da concertazioni e sudditanze.

8 comments:

Davide said...

Siamo messi male in Italia: nel centrodestra leggi fatte dal Vaticano, nel centro-sinistra dai Sindacati.
Hai voglia a dover scegliere la coalizione meno peggio!!!

Anonymous said...

Ottimo affresco del nostro paese e della sua storia.

sindacato, chiesa e corporazione, le tre facce della stessa negazione dell'individuo.

c'è un abisso tra noi e gli anglosassoni.

Anonymous said...

le contestazioni a bertinotti sono il risultato sfuggito di mano di tanti anni di bertinottate sudamericane

si può sommessamente dire: BEN GLI STA?

Anonymous said...

la contestazione a berty significa solo che per i prossimi anni le fila dell'extraparlamentarismo si rimpingueranno ancora e il terrorismo sinistro avrà ancora capitale umano su cui investire

Anonymous said...

ma no dai! gli hanno gridato solo Puffone!

Anonymous said...

Napolitano scende in campo per salvare prodi:
da Corriere.it

Il capo dello Stato sul federalismo fiscale: «Obbligo costituzionale» Napolitano: intesa su impegni internazionali «Basta alla politica gridata. Esigenza di cooperazione a tutti i livelli e continuità della vita istituzionale»
Giorgio Napolitano (Ansa)
VENEZIA - Ricercare l'intesa sugli impegni internazionali dell'Italia. È l'esortazione rivolta alle forze politiche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso a Venezia. Il capo dello Stato, che ha esortato a dire «basta alla politica gridata», ha inoltre richiamato «un'esigenza di cooperazione a tutti i livelli e un'esigenza di continuità della vita istituzionale». «Sono convinto che nella democrazia dell'alternanza la competizione non esclude, ma comprende, l'ascolto reciproco e un confronto costruttivo. Il Paese non ha bisogno di un succedersi di traumi e rotture (!!!), non chiede e non apprezza una politica sempre gridata, da qualsiasi parte, e tanto meno un periodico ripartire da zero (!!!)».
FEDERALISMO FISCALE - Il presidente ha parlato anche del federalismo fiscale, definendolo un «obbligo costituzionale a cui non si può derogare e che non può ulteriormente attendere». Inoltre ha definito di «indiscutibile legittimità» le iniziative della Regione Veneto per ottenere l'autonomia speciale.
26 marzo 2007

E così, la politica gridata può farla solo la sinistra che per 5 anni ha fatto cortei, scioperi, manifestazioni, ecc ecc ecc

intanto cerca pure lui, come già fece scalfaro con maroni, di comprarsi la costola della sinistra, la lega...

Anonymous said...

tra sindacato come gruppo di pressione e vaticano alla stessa stregua...ci passa una bella differenza.

se non dal punto di vista dei mezzi, almeno per i fini!

gli "interessi" che rappresenta, seppur malamente...il vatikano...trascendono l'uomo, tanto inteso come singolo quanto come “gruppo” ( qualsiasi ) a cui appartiene...

volenti o nolenti...sopra il vaticano c'è...dio.

in groppa all'asinello sindacale...invece...ci sta una bestia putrefatta, a tre teste.

ne denuncio, ora...la bestialità...ma da tanto tempo, invece, asserisco che i sindacati...operano "oltre" la costituzione.

come i partiti, dopo tutto.

le parole magiche sono...dettato costituzionale e lealtà...solo che nessun sortilegio servirà affinché l'art. 39 della costituzione italiana sia...finalmente attuato.

rimane l'amarezza per la mancata applicazione di un così importante precetto...ma che ci volete fare...il divenire ( finalmente ) persone giuridiche...non è nelle intenzioni dei sindacati!

certo che no...sono sindacalisti, mica stupidi...diversamente...vorrebbe dire che il regime di diritto privato di cui godono i sindacati...finalmente...si sarebbe aperto ad un più penetrante sistema di controllo, in grado di assicurare la reale soddisfazione degli "interessi" che si vogliono rappresentati nel sindacato di turno...interessi finalmente soddisfatti nell'ambito dell'ordinamento statuale e non delle opportunità sindacali.

significherebbe che i precetti costituzionali, sono realmente in grado di incidere sul regime "esclusivista" dei sindacati.

vorrebbe dire aver affrontato e risolto tutti i problemi che sono legati all'etica delle lealtà...se la fedeltà al sindacato ed alla sua dottrina...troppo spesso solo "politica"...giustifichi il venir meno della lealtà che si deve agli altri...singoli e gruppi...gruppi "altri"...formati magari dagli stessi individui che si aggregano come sopra.

in primo luogo, però...il dovere di fedeltà alla repubblica...54 costituzione...

significherebbe aver promosso una "disciplina" giuridica che disciplini i sindacati, affinché possa essere assicurata, veramente, tanto al loro interno quanto nei rapporti con l'esterno, la stessa democrazia, uguaglianza e libertà ( anche negli aspetti legati al diritto di suffragio )...che vigono nello stato modello-costituzionale.

registrazione, tutela della libertà di adesione, legittimità di controlli sulle esclusioni-epurazioni ( come per i partiti...appunto ), indagini sui finanziamenti, rappresentatività...

significherebbe non ridurre più le cose di cui sopra a... chimere.

significherebbe aver ricondotto i sindacati nella vera, unica realtà costituzionale che gli dovrebbe essere consentita...significherebbe aver superato la "realtà di fatto" che ostinatamente autorizza i sindacati a godere di un regime di diritto privato para-costituzionale fatto di garanzie ed immunità...sì, garanzie di diritto pubblico ed immunità privatistiche.

significherebbe aver posto fine ad un grave vulnus costituzionale.

ma chi glielo dice ai...sindacati?

sono divenuti i pilastri dello stato nazionale...con la sinistra unionista...sono stati rifiniti col cemento armato...pilastri portanti antisismici...e questo, solo per un gioco-tornaconto reciproco...perché è vero che se anche lo scopo originario del sindacalismo è stato raggiunto...pur mancando un nuovo programma d'azione...idee...prospettive...l'accentuata partecipazione all'attività politica...fino quasi alla pretesa di una vera e propria cogestione...fa del sindacalismo politico una specie di surrogato del governo di turno...di quello donascimiento nel caso nostro.

morale?

i sindacati soffrono sì di una crisi...solo che non è di sviluppo o di debolezza...

è di potenza!!!



ciao.

io ero tzunami...

lello said...

Ciao, mi spiegheresti in che modo i sindacati danneggiano l'economia e i lavoratori che tutelano? Emetti sentenze o argomenti per scuscitare un dibattito? grazie
Lello