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Wednesday, January 24, 2007

Tempi sospetti

Pochi di noi erano a conoscenza della visita in Italia, ieri, del ministro degli Esteri iracheno Hostiar al-Zebari alla guida di una delegazione.

Alla Camera davanti alla Commissione Esteri che gli aveva appena ribadito la contrarietà italiana alla pena di morte, al-Zebari ha replicato, criticando il momento scelto dall'Italia per avviare la campagna per la moratoria universale della pena capitale. Farlo subito dopo l'impiccagione di Saddam Hussein è stata «un'azione che il popolo iracheno non ha compreso».

«L'Italia e Prodi - avrebbe detto Al-Zebari ai deputati, secondo quanto riferiscono fonti irachene e italiane presenti - avrebbero potuto avviare tale iniziativa quando Saddam Hussein era ancora al potere ed impiccava sistematicamente oppositori e sospettati, o anche subito dopo la sua caduta. Ma in questo modo i tempi sono stati errati».

Al-Zabari ha incontrato Umberto Ranieri, presidente della commissione Esteri della Camera, il quale al termine del colloquio ha confermato che l'Italia aiuterà l'Iraq con un programma di formazione e addestramento delle forze dell'ordine: «Il ritiro delle nostre truppe non ha comportato il disimpegno dell'Italia nello sforzo di ricostruzione dell'Iraq». Ranieri ha poi riferito che al-Zebari ha ribadito l'impegno del suo governo a «rilanciare il processo di riconciliazione nazionale in un contesto federale, ma riconoscendo le prerogative dello Stato centrale».

In mattinata, il ministro iracheno, secondo quanto riferito da Lamberto Dini, presidente della Commissione Esteri del Senato, avrebbe espresso «apprezzamento e gratitudine» per il ruolo di pacificazione svolto dal contingente italiano in Iraq e per il contributo che l'Italia sta fornendo alla ricostruzione democratica del Paese.

In serata, al-Zabari ha incontrato il vice premier e ministro degli Esteri D'Alema per la firma del Trattato bilaterale di amicizia, partenariato e cooperazione.

(Fonte: Ansa)

1 comment:

ephrem said...

L'Iraq é motivo di dibattito un giorno sì e l'altro pure. Ora non entro nel merito della moratoria sulla pena di morte, mi interessa di più il silenzio sotto la quale é passata la visita del ministro iracheno, quasi che ci si vergognasse di intrattenere rapporti con rappresentanti del governo "fantoccio" degli USA...