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Monday, January 15, 2007

Su Vicenza si decide il ruolo dell'Italia nei prossimi anni

Le recenti prese di posizione critiche dell'Italia nei confronti delle operazioni militari Usa contro Al Qaeda in Somalia e nei confronti del nuovo piano di Bush per l'Iraq; ma soprattutto il probabile "no" all'ampliamento della base militare americana di Vicenza. Sono queste le divergenze che rischiano seriamente di danneggiare i rapporti tra Stati Uniti e Italia, sui quali ha scritto cose intelligenti Andrea Romano, su La Stampa.

Entrambe le coalizioni non rinunciano a giocare «la carta americana con tutto il suo carico evocativo», ma lo fanno ad uso politico interno. Un «gioco di ruolo che ha ben poco a che fare con le reali decisioni che i governi hanno assunto in politica estera». Da una parte, l'ansia di accreditarsi come il "migliore amico" di Washington, dall'altra quella di corrispondere, con una «postura anti-americana», alle attese dell'elettorato, a cui è stato fatto credere che i mali del mondo siano imputabili agli Usa e a un «signore malvagio» di nome Bush «con la propria banda di guerrafondai».

«Ad un grado di retorica molto elevato», nel centrodestra come nel centrosinistra, corrispondono pochi fatti concreti, in un senso o nell'altro, e l'incapacità di assumersi delle responsabilità.

Tuttavia, la decisione di non autorizzare l'ampliamento della base militare americana di Vicenza potrebbe rappresentare davvero uno spartiacque nei rapporti con Washington e segnare anche un punto di non ritorno nel ruolo che l'Italia è disposta a giocare nell'area del Mediterraneo e nel mondo.

Gli Stati Uniti hanno programmato il potenziamento della base di Vicenza perché sono convinti della maggiore importanza strategica che ha assunto il Mediterraneo rispetto all'Europa centrale alla fine della Guerra Fredda e a causa dell'instabilità in Medio Oriente. Per questi motivi sono altresì convinti dell'importanza, per affrontare le nuove sfide del mondo post-11 settembre, dell'alleanza privilegiata con l'Italia. Di fronte a queste considerazioni - a queste opportunità, se si vuole - dovremmo riflettere bene sul ruolo geostrategico che vogliamo giocare in futuro, perché potrebbe rivelarsi centrale, o potremmo condannarci all'irrilevanza.

Dunque, non è una decisione che possa essere presa preoccupandosi della perdita di qualche centinaia di posti di lavoro, o, viceversa, di raccogliere il consenso dei settori più anti-americani della maggioranza. Sarebbe una scelta miope non tenere in alcun conto, come purtroppo si sta apprestando a fare il Governo, gli effetti di questa scelta sul piano strategico del nostro paese.

Per quanto riguarda il nuovo piano di Bush per l'Iraq, le misure prese potrebbero essere tardive e insufficienti, ma vanno nella direzione che abbiamo sempre sostenuto: più truppe, per tornare a combattere. Di particolare importanza il nuovo approccio che sembra essere stato intrapreso con decisione contro le ingerenze esterne, soprattutto iraniane. Quella in Iraq, infatti, è una guerra che va affrontata con ottica regionale. John Keegan spiega le nuove tattiche - «mente e cuore» - che verranno utilizzate in Iraq dal generale Petraeus con i 21.500 nuovi soldati in arrivo. E tutti (o almeno, così dovrebbe essere) ci auguriamo che funzionino.

8 comments:

carlomenegante said...

Grande Fede.

Anonymous said...

Vedrete che al posto della base faranno una gigantesca moschea

ciao Paolo :)

adriano said...

Infatti, si decida il futuro dell'Italia. Via dalla Nato. Adesso.

remember said...

Ehi, c'è qualcuno che vuol dedicare una strada o una piazza a FidelCastro?

Perchè vedremo anche questa... Non ho dubbi.

Purtroppo.

Anonymous said...

Vogliono che decida un referendum... ottima idea, potremmo farne uno anche sulla finanziaria ..

Anonymous said...

quando eravamo tutti yankees...


ma non era una cosa seria.



" E' difficile definire le regole di appartenenza al giro nobile dei grandi, non esiste uno statuto. Di fatto ti rendi conto di essere entrato in una certa agenda di telefonate del presidente degli Stati Uniti".

da: M. D'Alema "Gli italiani e la guerra", Mondadori.


baffino boia!!!


god bless america.


ciao.


io ero tzunami...

Anonymous said...

Tzunami hai la profondita di Fabrizio Toffolo, leader degli Irriducibili
baci
Adriano

Anonymous said...

sì...sono come la fossa delle marianne.

abissale!

come la prosopopea di baffino e soci.

ma piuttosto...chi è 'sto fabrizio toffolo?!?

l'alter ego di lino?


god bless adriano.



ciao.

io ero tzunami...