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Thursday, January 04, 2007

Verso il successo una campagna nata male

Pannella ha saputo trasformare un'iniziativa disastrosa, nei modi e nei toni con cui è stata condotta, quella per salvare Saddam Hussein, in una campagna di successo, anche se costosa per la sua salute, intuendo e cogliendo con pragmatismo le circostanze favorevoli che si sono andate sommando.

Ciò che il Governo italiano non ha fatto poche settimane fa all'Onu - e i radicali sono stati gli unici a denunciarlo - ha improvvisamente deciso di farlo oggi, sotto l'onda emotiva dell'impiccagione di Saddam e grazie alla scintilla innescata dalla lotta nonviolenta di Pannella, che sembrava bruscamente interrotta dalla repentina messa a morte dell'ex raìs. Quella contro la pena di morte nel mondo dev'essere sembrata la battaglia politica ideale, sotto Natale, per migliorare l'immagine del governo presso gli italiani. E Prodi non s'è lasciato sfuggire l'occasione offerta su un piatto d'argento.

Paradossalmente quindi l'uccisione di Saddam ha già creato un effetto positivo. Per opportunismo, per immagine, comunque sia il Governo, non si sa ancora in che termini, ha deciso di muoversi verso la presentazione all'Onu di una proposta di moratoria della pena capitale. Certo, si dirà, le coscienze si sono mosse per un tiranno sul patibolo e non per le migliaia di innocenti mandati a morte in Iran, in Arabia Saudita o in Cina, né per i genocidi in Darfur o dello stesso regime di Saddam. Ma si sa, questa è la politica e siamo preparati a sorbirci un po' d'ipocrisia se questo è il prezzo da pagare per portare a casa un risultato tangibile.

Vedremo però, se il Governo Prodi avrà sufficiente determinazione per portare fino al voto dell'assemblea la proposta di moratoria. Vedremo, insomma, se rimarrà un «bel biglietto da visita», un'operazione d'immagine natalizia. E, se andrà in porto, vedremo finalmente se sono esatti i calcoli di D'Elia, che a favore della moratoria conta tra i 97 e i 105 paesi (68 sarebbero i contrari e 27 gli astenuti).

Fulci, ambasciatore all'Onu dal '93 al 2000, per esempio, sostiene la linea D'Alema: nessuna mossa prima di un consenso unanime europeo. Rievocando i fallimenti del '94 e del '99, Fulci ricorda che in quest'ultima occasione l'accordo tra i paesi europei si trovò a livello degli ambasciatori all'Onu, ma che si arenò quando qualcuno troppo zelante volle portare la questione ai ministri degli Esteri, strada che oggi sembrano voler ripercorrere sia D'Alema che Mastella, e suggerita dallo stesso Fulci.

Dei dubbi rimangono sull'uso dello strumento estremo della nonviolenza in questo caso. Dovrebbe servire a spingere il "potere" a rispettare la legalità, ma nel caso della moratoria elementi di legalità da ripristinare non se ne vedono. La presentazione o meno all'Onu di una proposta di moratoria universale della pena di morte è questione di opportunità politica di cui è responsabile il governo. Altrimenti sciopero della fame, e persino della sete, rischiano di diventare normali strumenti di ordinaria lotta politica... e di ricatto.

3 comments:

avy said...

caro jimmono, epperò il parlamento aveva già chiesto due volte al governo di attivarsi alle nazioni unite come si deve, e il governo se l'era cavata con un firulì firulà... se tutti a parole, a roma come a bruxelles come in giro per la uè, s'indignano e si sgomentano per ogni esecuzione non è ricatto chiedere che si passi ai fatti.

JimMomo said...

Sono perfettamente d'accordo avy, però lo specifico strumento della nonviolenza - sono i radicali a dirlo proprio quando qualcuno li accusa di ricattare - dovrebbe servire ad altro.

Anonymous said...

la nota profezia si avvera quotidianamente...15 minuti di notorietà ciascuno...

si fa di tutto per apparire...specialmente politicamente corretti.

e così, eccola bella e pronta...quasi preconfezionata direi...la nuova moda del 2007, quella del no alla pena capitale...quando a roma, bruxelles...ed ogni altra capitale "occidentale"...della pena di morte non frega a nessuno da ere geologiche!!!

i novelli buonisti, infatti...quelli che si stracciano le vesti - ma solo ora che fa "figo" - in difesa dei diritti umani...costoro...avevano tutti già condannato a morte saddam...avevano già pronto il sapone per ungere meglio la corda e lavarsi le mani, successivamente, una volta grondandi di sangue.

tutti erano pronti ad applaudire il benecomato gesto del boia...accettavano scommesse perfino le bische clandestine...solo che non hanno il coraggio di ammetterlo...non è bello.

qualche giornalista...va a finire che aveva scritto pure un bel coccodrillo saddamita...col quale era pronto ad osannare la corda dei giusti calata sul collo del mostro!!!

ed invece no, perché l'onda d'urto della c.d. "pubblica opinione" ha stravolto il suo pezzo...è così, lo ha dovuto riscrivere in fretta e furia...suppongo che i giornalisti, divenuti di lampo i catecumeni prediletti della nuova fede buonista, si siano tutti scambiati le minute, visto che gli articoli fin qui pubblicati sono piuttosto intercambiabili tra loro...tutti uguali, se non nella prosa almeno tra le righe...

e così, ora, i buonisti di prima...con gli italiani in testa, tristi portavoce della rinnovata farsa italiota del tipo...armiamoci e partite...queste anime candide della politica "per bene", si propongono come gli alfieri della tutela dei diritti umani...e ce li fanno a peperini con le loro esternazioni qualunquiste...

ci stanno inondando con una tale marea di ipocrisia sui diritti umani e sulla - presunta - democrazia...che a stento sopporto la corrente...ed io sono/ero...tzunami!!!

quel che rimane dopo il rovinoso passaggio di questo mare di falsa compassione...infine è solo miseria e squallore.

rimane pure il mio feroce dissenso contro tutto questo male.

maledetti ipocriti.



ciao.

io ero tzunami...