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Wednesday, January 31, 2007

Con Sarkozy

Nicolas SarkozyDopo che i miei "intellettuali" di riferimento di cose francesi si sono espressi, il mio endorsement per le presidenziali va decisamente a Nicolas Sarkozy. André Glucksmann, sul Corriere di ieri, ci ha offerto una preziosa radiografia della politica francese e dei francesi.

Sarkozy ha il merito di «rompere chiaramente con la destra abituata a nascondere il proprio vuoto dietro grandi concetti pontificanti». Cosa che non sta accadendo nella sinistra francese. Per esempio, «esaltando la discriminazione positiva, che elude l'Uguaglianza virtuale per sradicare le ineguaglianze reali», di pelle, domicilio, o cognome; e «teorizzando gli aiuti pubblici per la costruzione delle moschee», per non lasciare che le facciano gli integralisti, «a costo di urtare una concezione rigida della laicità».

Insomma, Glucksmann vede in Sarkozy il candidato che al trasformarsi della società azzarda il trasformarsi dei principi, il loro adeguarsi ad essa. Questa «rottura a destra» riguarda anche la politica internazionale. Glucksmann denuncia una «curiosa metamorfosi del gollismo, un feticismo conservatore che coltiva il primato degli Stati, qualunque cosa facciano». Questa "realpolitik", che ha portato a Vladimir Putin la Gran Croce della Legion d'onore, è una «curiosa evoluzione che ha fatto della patria dei diritti dell'uomo l'apostolo degli ordini costituiti».

Eppure, ricorda Glucksmann, «esisteva una Francia generosa che non dimenticava gli oppressi: i boat-people vietnamiti che fuggono dal comunismo, i sindacalisti incarcerati di Solidarnosc, le "Madri di Maggio" sotto il fascismo argentino, le algerine esposte al terrorismo, i cileni torturati, i dissidenti russi, bosniaci, kosovari, ceceni... In nessun altro Paese sì è parlato tanto di queste mostruosità e di queste resistenze. La possibilità di aprirsi fraternamente al mondo è nel nostro patrimonio culturale: vedi Montaigne, vedi Hugo, vedi i "French doctors" e i loro emuli. Nessuna fatalità condanna i nostri compatrioti ad essere scontenti di tutto, a vituperare gli "idraulici polacchi", a tagliarsi fuori dal mondo».

Ebbene, ci dice Glucksmann, Sarkozy è «l'unico candidato, oggi, ad essersi impegnato a seguire le orme di questa Francia del cuore».
«Non credo a quella che viene chiamata "realpolitik", che fa rinunciare ai propri valori senza ottenere un solo contratto. Non accetto quello che accade in Cecenia, perché 250.000 ceceni morti o perseguitati non sono un dettaglio della storia del mondo. Il generale de Gaulle ha voluto la libertà per tutti i popoli e la libertà vale anche per loro... Il silenzio è complice e io non voglio essere complice di alcuna dittatura».
(Sarkozy, 14 gennaio 2007)
A tutto questo «cosa risponde la sinistra? Purtroppo ben poco». Ha una candidata, Ségolène Royal, che «ha elevato la giustizia cinese a modello di celerità». Una candidata, però, bisogna riconoscerlo, «alle prese con un vuoto più grande di lei». Quello di una sinistra «ufficiale» francese che «si crede moralmente infallibile e mentalmente intoccabile», che «macerandosi nel proprio narcisismo, si trova ad essere assai impreparata quando Sarkozy prende in contropiede le tradizioni della destra e invoca i ribelli e gli oppressi, il giovane resistente comunista Guy Mòquet, le donne musulmane martirizzate, Simone Veil che abolisce la sofferenza degli aborti clandestini, il frate Christian assassinato in Algeria... e i repubblicani spagnoli...»

«Quando nel discorso del candidato di destra ritrovo Hugo, Jaurès, Mandel, Chaban, Camus, mi sento un po' a casa mia», conclude Glucksmann. La sinistra è «la mia famiglia d'origine. È per la sinistra che, da quarant'anni, mi batto contro le sue fossilizzazioni ideologiche (sostegno a Solzenicyn, ai dissidenti antitotalitari dell'Est, critica dei paraocchi marxisti)». Ed è per coerenza con questa storia, non perché ne condivide tutte le opzioni, che questa volta Glucksmann voterà Sarkozy.

Altrettanto prezioso l'articolo di Enrico Rufi, su Il Foglio di ieri, anche lui per il candidato che «smaschera la gauche che non sente più la voce di Camus».

Ma «perché la sinistra non sente più la voce di Albert Camus?». Se l'è chiesto lo stesso Sarkozy, nel suo discorso di investitura a Parigi. «Sicuramente... perché la sinistra francese è una sinistra immobile, conservatrice. Ma anche perché la gauche continua a non sapere proprio che farsene di uno come Camus...». «E se Sarkozy, come lui stesso ha rivendicato, intende arricchire il patrimonio della destra repubblicana di quelle idee che la sinistra ha abbandonato, non si può che prendere atto di questo enorme spostamento dei confini tra destra e sinistra».

Dall'anticolonialismo «senza sensi di colpa» a una scuola che «non sacrifichi il merito all'egualitarismo...», prendendo le distanze dalla realpolitik, per «non voler essere complice di nessuna dittatura», Sarkozy «si fa così eco di quegli intellettuali che nell'umanesimo di Camus trovano forza e nutrimento», da Alain Finkielkraut a Pascal Bruckner, da Max Gallo a, appunto, Glucksmann.

9 comments:

remember said...

Io sto con Pollari, con Wolfowitz, con Glucksman e... con Silvio.
E non ce la faccio, nonostante tutto, a non stare con Bush!

a man said...

Fascista! :)

mattia panazzolo said...

perfettamente concorde. cmq sarkozy sta simulando in molte cose

adriano said...

Ma complimenti caro Fede
Cioè non ho parole, non solo stai dalla parte di quel criminale stupra bambini di Bush, adesso fai anche il tifo per colui che vuole 'ripulire le banlieu dalla feccia'. Complimenti, veramente. Altro che liberali e democratici, siete dei fascisti, degli scandalosi fascisti. Del resto ne ho avuto riprova toccando con mano quanto il livello di fascismo subdolo sia alto nei radicali. Molto alto e ben mascherato dalle appropriazioni indebite di Satyagraha e da seducenti culture orientali di cui i vostri capi si gonfiano la bocca senza sapere nemmeno di che trattano.
Che delusione.

Anonymous said...

utant en emporte le vent...

con questa battuta si potrebbe risolvere il discorso su un certo tipo di...antifascismo.

militante.

ancora?

azzo...aiuto...qui si vedono i fascisti ovunque!!!

tipo 'na psicosi...

stati di allucinazione, progressiva e...progressista!!!

si vedono i fascisti non solo su marte...col telescopio...ma pure dietro la porta accanto...sì, con lo spioncino!

ma così si finisce per diventare strabici, orbi.

specie all'occhio...sinistro!

un vero e proprio delirio oftalmico che in pratica...rende irrimediabilmente ciechi...dall'occhio sinistro, appunto...perché in tal guisa non si può vedere che gli ultimi, residuali fascisti...al limite...pascolano, ingrassati assai, proprio a sinistra!!!

quanto agli antifascisti di professione...oltre allo svolgimento dello stereotipato compitino resistenziale, sempre uguale per tutti...proprio loro, i militanti antifascisti di professione, stanno dimenticando con troppa leggerezza, non solo i tanti ex fascisti ( veri ) che "operano" - oggi piamente - a sinistra, quanto che cosa vuol dire, nella realtà...la parola troppo abusata che è...antifascismo.

perché esso si scrive così ma si legge - almeno per quello che mi riguarda - anticomunismo.

anche.

tant'è che sempre per quello che mi riguarda, fascismo e comunismo sono la stessa identica merda.

ed invece, gli antifascisti professionisti, alla sana passione democratica che deve essere sempre diretta contro ogni genere di "ismo" in questione...sostituiscono beatamente un antifascismo così unilaterale ed intollerante che giustamente, col senno di poi...fa ritenere ancora attuale - e valido - un pungente aforisma di mino maccari...ovvero: << i fascisti si distinguono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti >>.

più o meno lo stesso che disse winston churchill all'indomani della fine della guerra: << gli italiani sono in realtà 90 milioni...45 milioni di fascisti e 45 milioni di antifascisti >>.

p.s.: con sarkozy all'eliseo ma a cena fuori...con segolina!!!


ciao.

io ero tzunami...

remember said...

Sai com'è, Adriano, è che di quelli che danno del fascista a tutti coloro che non la pensano nello stesso modo..... beh, ne abbiamo tutti quanti le palle stracolme (tanto per parlare in francese).

saluti!

Alexis said...

Però la discriminazione positiva è una schifezza illiberale e il fatto che un esponente di destra se ne appropri non è che la migliora.

adriano said...

a tzunami non rispondo, i grafomani vanno ignorati, c'è un limite all'autoreferenzialità, diamine!

a remember dico che i vostri discorsi, senza mezzi termini, mi fanno schifo, e se aveste un briciolo di sensibilità dovreste convenire che sarkozy è uno sporco fascista, esattamente come quelli che vorrebbe combattere (i no global, fascisti anche loro!), purtroppo il nostro ha preso lucciole per lanterne, perché le rivolte delle banlieu non sono sate fatte dai figli della buona borghesia francese, quei coglioni del maggio '68, ma da poveri cristi immigrati, i reietti marocchini, i colonizzati sradicati a forza, gli stessi che pasolini incitava a distruggere, ad odiare coloro che li avevano chiusi lì dentro: io non so se incitarli ad odiare e a distruggere questa società schifosa che gli è stata costruita intorno; so solo che stare dalla parte di uno come sarkozy è ignobile e inqualificabile. e dei vostri sofismi da liberali da solotto me ne sbatto, siete patetici! E complici.

Anonymous said...

non rispondere è sempre più facile.

anche quando le risposte eventuali, sono date con i soliti, improbabili proclami.

e così, al di là dei silenzi più ostinati, divenuti tali in spregio al negato interlocutore, come pure al di là dei proclami ostentati a vanto della propria immacolatezza e virtù...rimane il fatto che dare dello << sporco fascista >> a chi dissente...è una fede professata a piè sospinto da molti adepti.

quasi degli evangelizzatori...

santi subito.

tornando all'obiettivo della << fede >> di prima ovvero, lo sporco fascista sarkozy...finalmente i francesi cominciano ad aprire gli occhi, finalmente qualcuno di loro - in primis, lo sporco fascista già noto - ha capito che oltre ai bei ricordi della gallia che fu...bisogna fare i conti con un sistema di immigrazione-integrazione che non funziona più.

ora, mi chiedo, la constatazione che per i francesi sia finalmente giunto il momento di porre un freno ad un modello di immigrazione senza regole ovvero, con regole vecchie...da "matrona tenutaria di possedimenti" com'era la francia fino all'altro ieri...per incamminarsi invece verso una forma di immigrazione un poco più selezionata e consapevole...ditemi, è fascismo questo???

a prescindere che un fascista non riconoscerebbe mai il fallimento della propria patria...preso atto di questo crack...il modello che sarkozy vuole introdurre nella sua, di patria, non è campato in aria e non è nemmeno reazionario.

almeno per come ho capito io.

chi vorrà stabilirsi in gallia, oltre al decorso di un ragionevole tempo, chiamiamolo di prova...alla fine dovrà praticamente sottoscrivere un contratto con lo stato.

a prestazioni corrispettive.

e così, la francia dovrà provvedere alla messa a disposizione dell'immigrato di tutti i mezzi necessari ad imparare la lingua, trovare lavoro ed inserirsi nella società come...cittadino francese, appunto.

lo straniero, di par suo, sarà obbligato ad imparare la lingua francese, a rispettare le leggi francesi.

comprese quelle che garantiscono la parità tra uomo e donna.

altrimenti...a casa.

è fascismo questo?


ciao.

io ero tzunami...