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Friday, January 12, 2007

Venti di crisi tra Roma e Washington

Siamo arrivati al paradosso che il nostro ministro degli Esteri D'Alema e il presidente Prodi hanno duramente criticato gli Stati Uniti per le operazioni militari in Somalia contro le basi di Al Qaeda. Incuranti del fatto, nonostante l'Italia faccia parte del Gruppo di contatto per la Somalia, che fossero ben accolte dall'unico, pur debolissimo, Governo somalo riconosciuto dalla comunità internazionale, per recuperare il controllo sul suo territorio, e che i terroristi, almeno quelli, si era d'accordo nell'eliminarli. Dare la caccia ai leader di Al Qaeda, se non la guerra in Iraq e la dottrina Bush, non era l'obiettivo su cui tutti concordavamo?

Non si vede poi come sia possibile criticare operazioni che rientrano in modo evidente in quel concetto di «polizia internazionale» che appartiene a ogni moderna sinistra democratica.

E' in queste occasioni, ha giustamente osservato giorni fa Piero Ostellino sul Corriere, che «la differenza fra chi combatte il terrorismo e chi dice di voler combattere il terrorismo si rivela per ciò che è: anti-americanismo».

Ma i venti di crisi che spirano nei rapporti tra Italia e Stati Uniti li ha ben riassunti Maurizio Molinari, oggi su La Stampa, e riguardano soprattutto la cancellazione del progetto di allargamento della base militare americana di Vicenza.

La necessità del potenziamento di Vicenza per Washington deriva dalla convinzione della «maggiore importanza strategica del Mediterraneo rispetto all'Europa centrale» e, quindi, per affrontare le nuove sfide del mondo post-11 settembre, dell'alleanza privilegiata con l'Italia, che però, inspiegabilmente, risponde picche e rifiuta questo ruolo centrale.

Un dissidio strategico di fondo non da poco, che riguarda persino la collocazione internazionale del nostro paese, su cui forse l'opposizione dovrebbe farsi sentire.

4 comments:

Luigi said...

Prodi ha fatto i suoi commenti in una intervista ad una rete francese. Come al solito non perde occasione per dimostrarsi al guinzaglio dei transalpini, i quali a loro volta gli hanno messo in bocca anche le parole da pronunciare. Servo, servile, succube: da quest'uomo possiamo solo aspettarci subordinazione.

luca said...

"Servo, servile, succube: da quest'uomo possiamo solo aspettarci subordinazione."
un maligno potrebbe dire: come quella di berlusconi a bush

Luigi said...

un maligno potrebbe anche dire che la subordinazione della sinistra italiana ai padroni stranieri, da Stalin sino a Chirac e' piu' antica e vergognosa di quella tutta presunta tra berlusconi e bush. Prodi aggiunge a questa caratteristica congenita l'ipocrisia e il malaffare tipico dei democristiani

remember said...

Berlusconi a Roccaraso per telefono: «l'America ci ha messo ormai nella lista dei paesi non affidabili, una decisione che avrà ripercussioni sul commercio estero dell'Italia»...

Chi lo spiega alla Bonino?